Dall’athleisure al gorpcore passando dal normcore

Il gennaio della moda – settembre – è agli sgoccioli, l’autunno è arrivato e io ho scoperto che passare dall’athleisure al normcore per arrivare al gorpcore è un attimo.

Ma andiamo con ordine. Tutto è iniziato con l’athleisure – crasi tra athletic e leisure – tendenza ormai consolidata che ha permesso all’abbigliamento sportivo di varcare le soglie della palestra per invadere il guardaroba tradizionale e ridisegnarlo.

La vestibilità comoda dell’athleisure ci ha portati un po’ alla volta verso la semplicità estrema. Ed è arrivato il normcore con la sua “ipernormalità” fatta di mom jeans, Adilette, Birkenstock e calzini bianchi di spugna. Una sorta di antimoda.

Foto: Craig McDean

E dai capi semplici e minimali del normcore, come le T-shirt bianche e i blue jeans, siamo passati all’estetica utilitaristica del gorpcore – acronimo di Good Old Raisins and Peanuts, letteralmente uva passa e noccioline, il mix preferito dagli escursionisti – un trionfo di giubbotti imbottiti, pile e tessuti fatti per resistere alle alte temperature dove il mondo dell’alpinismo, dell’escursionismo e del trekking sono diventati improvvisamente inesauribili fonti d’ispirazione.

E prima che tu storca il naso, sappi che ieri è giunta la consacrazione definitiva del gorpcore all’interno del mondo lusso: Gucci ha annunciato la sua prossima collaborazione con The North Face.

L’estetica utilitaria di The North Face e l’immaginario onirico e bohémien di Alessandro Michele. Sono curiosa di vedere il risultato.

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#TheNorthFacexGucci

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